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TONALI E IL MILAN: UN RITORNO POSSIBILE?

Calcio
Sandro Tonali è stato definito "il figlio del Milan" dai suoi stessi manager, ma si sa, nella vita così come nel calcio, poche famiglie rimangono intatte nel tempo. I figli, pur restando tali, prendono le loro strade, proprio come i giocatori. Si cambia, si cresce, si sbaglia e, a volte, si rischia di ritrovarsi di fronte a qualcuno che non è più lo stesso o che non serve più come prima. Ecco perché bisogna essere cauti nei grandi ritorni di fiamma: raramente sono come la prima volta, soprattutto per chi ha deciso di cambiare strada con convinzione e determinazione.

Tonali, attualmente al Newcastle, sta vivendo un momento complicato. In Nazionale il suo rendimento è accettabile, ma in Premier League fatica a imporsi. Spesso relegato in panchina, il suo ruolo nelle gerarchie di Eddie Howe sembra sempre più marginale. Dalla sua rientrata dopo la squalifica per scommesse illecite, il centrocampista italiano ha accumulato appena 650 minuti in campionato, partendo dalla panchina in sette delle sue tredici presenze. Inoltre, il Newcastle, con un deludente dodicesimo posto in classifica, non ha ottenuto la qualificazione alla Champions League, rendendo ancora più difficile la sua situazione nel club inglese.
Ma chi potrebbe permettersi il suo ingaggio di 9 milioni di euro annui? In Italia, la risposta non è semplice. E, soprattutto, vale davvero quella cifra? Qualcosa si è rotto a Newcastle, e il suo apporto alla squadra non è stato all'altezza delle aspettative. In queste condizioni, un suo ritorno al Milan avrebbe senso? Troverebbe spazio in Serie A?
A mio parere, dal punto di vista tecnico e mentale, Tonali non è più lo stesso giocatore che il Milan cedette. Se un trasferimento dovesse concretizzarsi, sarebbe probabilmente solo in prestito. Tuttavia, restano forti dubbi sul fatto che il Newcastle voglia venire incontro al calciatore e accettare condizioni favorevoli al club rossonero. Inoltre, il suo stipendio risulta fuori portata per le squadre italiane in questo momento, soprattutto con la fine dei vantaggi fiscali garantiti dal Decreto Crescita.

Va considerato, poi, che il Milan che ritroverebbe Tonali è molto diverso da quello che lo accolse a vent'anni, nel settembre 2020. All'epoca, l'operazione che lo portò dal Brescia ai rossoneri fu gestita dall'avvocato Giuseppe Bozzo, ma oggi molte figure chiave di quel periodo non fanno più parte del club: Maldini e Massara hanno lasciato, così come il suo ex procuratore, sostituito da Giuseppe Riso.
Dal punto di vista economico, la trattativa appare molto complicata, nonostante il desiderio nostalgico di alcuni tifosi. Tonali è stato definito un "patrimonio calcistico italiano", ma su questo ci sarebbe da discutere. Un bene patrimoniale, che sia un'opera d'arte, un monumento o un giocatore, deve possedere un valore universale eccezionale per l'umanità. Ha senso tutelare un calciatore che ha già vissuto la sua evoluzione e crescita? Forse sarebbe meglio concentrarsi sulla valorizzazione dei settori giovanili italiani, che troppo spesso vengono trascurati. Lì crescono giovani talenti con le giuste qualità e ambizioni per fare davvero la differenza e diventare elementi fondamentali per il futuro del calcio italiano.
Created by Roberta Rossi
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