MILAN TRA CRISI E RINASCITA: IL NUOVO CORSO FIRMATO TARE
Pubblicato da MARUSCKA ABBATE in Sport · 28 Maggio 2025
Il Milan è molto più di un club. È una fede, una famiglia, una narrazione intrecciata con la storia del calcio mondiale. È passione che supera le generazioni, è San Siro che vibra, è quella maglia rossonera che profuma di gloria. Ma anche le grandi storie conoscono momenti di crisi. Il Milan di oggi si trova in un punto critico del suo cammino: un bivio tra declino e rinascita.

Il crack Milan: un problema complesso, non un colpevole solo
Parlare di “crack” non significa accusare a casaccio. Significa analizzare un sistema che ha smesso di funzionare, una struttura gestionale che si è sfaldata sotto il peso di decisioni sbagliate, visioni discordanti e una perdita progressiva di identità.
Il primo nodo da affrontare è la gestione societaria. Il fondo americano RedBird Capital Partners, con Gerry Cardinale in cabina di regia e Paolo Scaroni alla presidenza, ha assunto il controllo con promesse di modernizzazione e solidità. Tuttavia, la direzione strategica si è rivelata lacunosa. La scelta di affidare a Giorgio Furlani il ruolo di amministratore delegato ha rappresentato un punto di svolta — in negativo. Una delle prime mosse del nuovo corso fu l’allontanamento di Paolo Maldini, nel giugno 2023. L’ex capitano non era solo una leggenda vivente, ma un architetto fondamentale della rinascita post-2020, artefice di un progetto tecnico coerente, fatto di intuizioni e identità.
L’addio di Maldini è stato lo strappo definitivo tra la società e la sua anima sportiva. Furlani giustificò la decisione come necessaria per applicare la visione di RedBird, ma il vuoto lasciato fu subito evidente.
Direzione tecnica e risultati sportivi: quando tutto è mancato
Alla guida tecnica e sportiva, il Milan ha sbagliato tanto. Le scelte di mercato non sono state all’altezza, i profili ingaggiati non hanno dimostrato il livello necessario per ambire a traguardi importanti. La squadra è sembrata, per lunghi tratti, priva di idee e di un’identità precisa. Il risultato è stato devastante: ottavo posto in Serie A, niente qualificazione alle coppe europee, e una stagione senza crescita né valorizzazione del patrimonio tecnico.
Non è mancata solo la qualità, è mancata la coerenza progettuale. Alcuni acquisti si sono rivelati slegati dallo stile Milan, altri semplicemente non funzionali. La rosa è apparsa confusa, sbilanciata, frutto più di tentativi estemporanei che di una visione tecnica chiara. Anche lo spogliatoio ha dato segnali di disagio, e l’allenatore non è riuscito a invertire la rotta.
I fattori esterni: il calcio che cambia, la Serie A che cresce
A tutto questo si aggiungono dinamiche esterne. Il mercato del calcio moderno è sempre più competitivo: i giocatori top costano di più, sono più ambiziosi, e i club devono essere strutturati per attrarre e valorizzare i migliori. La Serie A, dopo anni di stagnazione, sta vivendo una fase di rilancio: Inter, Juventus, Napoli, Atalanta e Roma sono realtà agguerrite, organizzate, con idee forti.
Il Milan, in questo contesto, è rimasto immobile. Ostaggio di un dibattito interno tra visioni diverse, ha rallentato i propri processi decisionali, perso terreno e, soprattutto, perso la fiducia del proprio popolo.
Una luce in fondo al tunnel: Igli Tare
Nel buio di una stagione disastrosa, ecco però un segnale forte. L’arrivo di Igli Tare come nuovo direttore sportivo rappresenta un cambio di rotta, un segnale che il Milan vuole tornare a essere il Milan.

Tare, ex dirigente della Lazio, ha dimostrato negli anni capacità fuori dal comune: costruire squadre competitive con risorse limitate, scovare talenti in mercati secondari, dare identità tecnica ai progetti.
Il progetto Tare: tre pilastri per ricostruire il Milan
L’approccio di Tare non si basa su nomi altisonanti o colpi mediatici, ma su un modello sportivo sostenibile e vincente. I tre pilastri sono:
- 1.IdentitàIl Milan deve tornare a rappresentare se stesso: stile, mentalità vincente, grinta, e un DNA europeo inconfondibile. Serve una rosa che rifletta i valori storici del club, non una collezione casuale di individualità.
- Giovani talentiTare ha costruito carriere e lanciato talenti come Milinković-Savić, Felipe Anderson, Luis Alberto. Il Milan del futuro sarà costruito su giovani affamati, pronti a esplodere sotto i riflettori di San Siro. Kakà, Theo Hernandez, Leão: la tradizione rossonera di scoperta e valorizzazione deve tornare al centro.
- SostenibilitàBasta spese folli. Il modello sarà intelligente, con attenzione al bilancio, ma senza rinunciare all’ambizione. Ogni investimento dovrà rispondere a una logica tecnica, non commerciale.
Il Milan come simbolo: storia, passione e futuro

Il Milan non è solo calcio. È una pagina indelebile della cultura sportiva mondiale. È Baresi, Maldini, Van Basten, Kakà, Shevchenko. È quel brivido che sale quando entri a San Siro, è la voce dei tifosi che non smette mai di cantare. Il Milan si vive, non si tifa. È un sentimento che non svanisce.
Per questo, oggi più che mai, serve ritrovare il senso di appartenenza. Serve un progetto che unisca cuore e competenza, visione e passione. Con Igli Tare, il Milan può finalmente risalire. Serve pazienza, certo, ma anche coraggio e lucidità.
Perché il Milan, quello vero, non muore mai. Può cadere, ma si rialza sempre. E il nuovo capitolo è pronto per essere scritto. Con il sudore, con il sacrificio, con il sogno di tornare sul tetto d’Italia e d’Europa.

